NeuroANAT – Domanda n. 29

Veduta posteriore del bulbo oculare di cane.
La freccia indica il nervo ottico.

Il nervo ottico e le vie ottiche

Il nervo ottico è il secondo nervo cranico, responsabile della trasmissione delle informazioni sensoriali speciali per la vista. Si sviluppa dalla vescicola ottica, un’evaginazione del proencefalo. Può quindi essere considerato parte del SNC e, proprio per questo motivo, l’esame oftalmoscopico del nervo consente una valutazione della pressione intracranica (vedi Anatomia Applicata). A causa della sua relazione anatomica unica con l’encefalo, il nervo ottico è circondato dalle meningi encefaliche e non da epi-, peri- ed endonevrio come la maggior parte dei nervi. Esso è quindi più propriamente definibile come un fascio di sostanza bianca.

Il nervo ottico è formato dalla convergenza degli assoni dalle cellule gangliari della retina. Queste cellule, a loro volta, ricevono impulsi dai fotorecettori dell’occhio (coni e bastoncelli) con l’interposizione delle cellule bipolari. Una volta costituitosi il n. ottico fuoriesce dal bulbo oculare a livello del quadrante ventro-mediale dell’emisfero posteriore. Dopo la sua formazione, il nervo lascia l’orbita ossea attraverso il canale ottico, un passaggio attraverso l’osso sfenoidale. Entra quindi nella cavità cranica, decorrendo lungo la superficie della fossa cranica media (in prossimità dell’ipofisi). All’interno della fossa cranica media, i nervi ottici di ciascun occhio si uniscono per formare il chiasma ottico. Al chiasma, le fibre della metà nasale (mediale) di ciascuna retina passano nel tratto ottico controlaterale, mentre le fibre delle metà temporali (laterali) rimangono ipsilaterali. Pertanto il tratto ottico sinistro contiene fibre della retina temporale sinistra (laterale) e della retina nasale destra (mediale), mentre il tratto ottico destro contiene fibre della retina temporale destra e della retina nasale sinistra. Ciascun tratto ottico si dirige poi verso l’emisfero cerebrale corrispondente per raggiungere il corpo (nucleo) genicolato laterale (LGN), un sistema di ritrasmissione situato nel talamo. Le fibre del nervo si interrompono a questo livello per fare sinapsi con i neuroni dell’LGN i cui assoni trasportano le informazioni visive alla corteccia occipitale attraverso la cosiddetta radiazione ottica o via genicolo-corticale.

Vie ottiche e loro lesioni più comuni. 1: Area di cecità (scotoma – in nocciola) nel quadrante nasale ventrale del campo visivo dell’occhio sinistro conseguente a lesione parziale (laterale) del nervo ottico sinistro. 2: Lesione completa del nervo ottico destro con cecità completa dell’occhio destro; 3: Lesione del chiasma ottico con emianopsia bitemporale; 4: Lesione del tratto ottico di sinistra con emianopsia destra incongrua; 5: Lesione della radiazione ottica inferiore nel lobo temporale destro con quandrantanopsia sinistra superiore omonima; 6: Lesione della radiazione ottica superiore nel lobo temporale sinistro con quandrantanopsia destra inferiore omonima; 7: Lesione della corteccia occipitale sinistra con emianopsia congrua incompleta destra; 8: Lesione della corteccia occipitale sinistra con emianopsia omonima destra.

Se vuoi saperne di più e capire meglio scorri la pagina verso il basso

Organizzazione anatomica e lesioni delle vie ottiche

Retinotopia o mappatura retinica

La distribuzione ordinata delle fibre nervose che originano dalle cellule gangliari della retina (retinotopia) e vanno a costituire il nervo ottico è molto importante per comprendere le conseguenze di eventuali lesioni delle vie ottiche. Con il termine anopsia (assenza temporanea o permanente della funzione visiva) ci si riferisce a un qualsiasi difetto del campo visivo, la porzione di spazio che l’occhio è in grado di percepire, quando viene osservato un punto fisso. Per convenzione, il campo visivo è diviso in quattro quadranti costituiti da due assi perpendicolari che si intersecano nel punto di fissazione, corrispondente all’area osservata direttamente a livello dell’area centrale (la fovea nell’uomo). Il campo visivo binoculare è riferito alla visione con entrambi gli occhi, mentre quello monoculare è riferito ad un solo occhio. Nella visione binoculare, i campi visivi monoculari si sovrappongono parzialmente). L’emianopsia è una perdita della vista o cecità (anopsia) in metà del campo visivo, di solito su un lato della linea mediana verticale dell’occhio. Le cause più comuni sono costituite da traumi, lesioni vascolari o tumori. Esistono diversi tipi di emianopsia. L’emianopsia omonima è la perdita di metà del campo visivo sullo stesso lato in entrambi gli occhi. L’emianopsia eteronima è la perdita di metà del campo visivo su lati diversi di entrambi gli occhi. Può presentarsi come emianopsia binasale o bitemporale. Altre forme sono l’emianopsia superiore o inferiore con perdita, rispettivamente, della metà superiore o inferiore del campo visivo. L’emianopsia congrua indica la perdita parziale o totale campo visivo, simmetrica in entrambi gli occhi, se l’estensione è invece diversa nei due occhi si parla di emianopsia incongrua. La quadrantanopsia (o emianopsia quadrantica) riguarda un quarto del campo visivo. Il particolare quarto colpito da cecità dipende dalla sede del danno cerebrale (temporale o parietale) e dal lato della lesione.

Prova a rispondere a queste domande:

  1. Che cos’è l’area centrale della retina?
  2. Cosa si intende per area visiva primaria della corteccia cerebrale?
  3. Perché un tumore a carico dell’ipofisi può provocare una qualche forma di anopsia?
  4. Le cellule gangliari della retina si trovano in posizione superficiale o profonda rispetto alla superficie esterna del bulbo oculare?
  5. Le cellule gangliari della retina ricevono sinapsi dirette dai fotorecettori?

(le risposte sono al fondo della pagina)

Ricordati di consultare un libro o  cercare informazioni in rete se non conosci il significato di alcuni termini!

Risposte

1. L‘area centrale della retina è la zona della retina nella quale sono concentrati i coni. Essa corrisponde alla macula dell’uomo.

2. L’area visiva primaria (V1) della corteccia cerebrale è la prima stazione di elaborazione corticale delle informazioni visive. L’area V1 contiene una mappa completa del campo visivo di ciascuno dei due occhi. Riceve il suo principale input visivo dal nucleo genicolato laterale del talamo (LGN) e invia il suo output principale alle successive aree visive corticali. Grazie all’elevata densità neuronale e alla superficie molto estesa, V1 contiene un notevole numero di neuroni (nell’uomo, contiene circa 140 milioni di neuroni per emisfero). Esistono circa circa 40 neuroni V1 per ogni neurone dell’LGN. Tale divergenza consente un’ampia elaborazione delle immagini ricevute da LGN. V1 è una delle aree della corteccia cerebrale meglio conosciute e costituisce un ottimo banco di lavoro per lo studio dei circuiti corticali.

3. I tumori dell’ipofisi possono provocare anopsia se comprimono il chiasma ottico o i tratti ottici.

4. Le cellule gangliari si trovano profondamente, ricoperte soltanto dai loro stessi assoni (strato delle fibre nervose della retina) e dalla membrana limitante interna che le separa dalla camera vitrea.

Struttura della retina (schematica)

5. No. Le cellule gangliari hanno input sinaptici che derivano dalle cellule bipolari dei coni e dalle cellule amacrine.

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