NeuroANAT – Domanda n. 16

Dura madre encefalica nel cane. Le frecce indicano la grande falce cerebrale.

Dura madre e meningi encefaliche

Le meningi encefaliche sono una pachimeninge e due leptomeningi a circondare l’encefalo e le radici dei nervi cranici. Derivano dalla cresta neurale e dal mesoderma. Secondo alcuni autori, la cresta neurale partecipa alla formazione delle meningi del proencefalo ma non alle meningi del mesencefalo, del rombencefalo e del midollo spinale. Queste ultime sono derivati del solo mesoderma. La pachimeninge è la dura madre. La dura madre consiste in uno strato esterno fissato al periostio della superficie endocranica delle ossa craniche e uno strato interno che forma una serie di estensioni laminari che separano fra loro parti diverse dell’encefalo. Queste estensioni sono la falce cerebrale (che si estende nella fessura longitudinale dell’encefalo), il tentorio membranoso del cervelletto (che si estende tra gli emisferi cerebrali e il cervelletto all’interno della fessura trasversa) e il diaframma della sella (che sporge dal bordo della fossa ipofisaria formando un setto incompleto attorno al peduncolo ipofisario). A livello dell’ipofisi, lo spazio tra gli strati esterno e interno della dura madre è occupato da vene che drenano nei seni cavernosi e intercavernosi. Le leptomeningi sono l’aracnoide e la pia madre. Poiché le due meningi derivano da un unico strato di mesenchima che subisce una cavitazione, le due leptomeningi sono anche chiamate pia-aracnoide. L’aracnoide e la pia madre sono tenute insieme da sottili trabecole di fibre di collagene e fibroblasti. L’aracnoide è ricoperta dalla dura madre e la pia madre copre il tessuto nervoso. Lo spazio tra l’aracnoide e la pia madre è lo spazio subaracnoideo che contiene il liquido cerebrospinale e capillari sanguigni.

Il velum interpositum è un doppio strato triangolare di pia madre formato da una invaginazione della pia situata tra il talamo e il fornice. All’interno del velum interpositum ci sono due strati aracnoidei: il dorsale avvolge le vene cerebrali interne e il ventrale è un’estensione dell’involucro aracnoideo della regione pineale. Il velum interpositum forma il tetto del terzo ventricolo e contiene i plessi coroidei del terzo ventricolo e le vene cerebrali interne. Si estende caudalmente per dare origine alla cisterna quadrigemina. Questa è una porzione ingrandita dello spazio subaracnoideo situato immediatamente sopra al tetto del mesencefalo. Contiene la grande vena cerebrale (di Galeno), la parte distale dell’arteria quadrigemina, un ramo dell’arteria cerebrale dorsale e l’uscita del nervo trocleare.

Se vuoi saperne di più e capire meglio scorri la pagina verso il basso

Struttura, vascolarizzazione e innervazione delle meningi

Negli adulti, la dura madre encefalica che riveste la superficie interna della cavità cranica si fissa solo a livello delle suture craniche e dei fori di uscita dei nervi cranici. Uno strato distinto di cellule neuroteliali separa la dura madre dallo strato cellulare esterno dell’aracnoide. I fasci di fibre collagene del connettivo interstiziale sono orientati specificamente a causa alle forze meccaniche agenti dall’interno e dall’esterno sul cranio in modo equivalente all’orientamento delle trabecole dell’osso spugnoso. Di conseguenza, le forze meccaniche che agiscono localmente su una determinata area del cranio possono essere trasmesse a un’area più estesa. Le arterie e le vene meningee con il loro esteso plesso capillare vascolarizzano abbondantemente la dura madre encefalica. I capillari sono presenti in tutta la dura, compresa falce e tentorio, e sono estremamente abbondanti nelle aree paramediane. Le grandi arterie durali si trovano nello strato durale periostale mentre la fitta rete capillare è situata nel strato meningeo adiacente all’aracnoide. È dato per scontato che, oltre alla loro funzione nutritiva, i vasi sanguigni della dura madre prendono parte alla regolazione della pressione intracranica. Le vene cerebrali superficiali, le vene cerebrali profonde attraverso la vena di Galeno, le vene emissarie e le vene della diploe drenano nei seni venosi durali che rappresentano vasi funzionali (vasa publica) collegati con la vena giugulare interna, con le vene extracraniche, i plessi vertebrali e il plesso della vena facciale. La dura madre cranica è coinvolta nei meccanismi di difesa immunitaria. I vasi linfatici sono limitati alle sole uscite dei nervi cranici. La dura madre encefalica è riccamente innervata da fibre afferenti e efferenti vascolari che originano di diversi gangli sensitivi, tra cui quelli del trigemino, del glossofaringeo, del vago e il secondo e terzo ganglio spinale cervicale, e motori viscerali (ganglio otico e cervicale craniale). Tutte e tre le branche del trigemino concorrono all’innervazione della dura madre, ma quella che è maggiormente interessata è il nervo oftalmico.

La dura madre spinale crea un robusto involucro intorno al midollo spinale. È separata dal periostio dallo spazio epidurale e dallo strato esterno dall’aracnoide da una guaina cellulare distinta di cellule neuroteliali. Fasci di fibre di collagene e fibre elastiche compongono le lamelle durali, orientate per lo più parallelamente all’asse longitudinale della colonna vertebrale con conseguente resistenza alla trazione longitudinale, rigidità e proprietà di rilassamento. Alle uscite dalla colonna vertebrale dei nervi spinali, la dura si estende lateralmente all’interno dei forami intervertebrali. Esistono anche ulteriori fasci fibrosi di collegamento con il canale vertebrale e i legamenti vertebrali a livello cervicale e lombare. La vascolarizzazione della dura madre spinale è meno densa di quella della dura encefalica e consiste di un plesso capillare a maglie larghe principalmente orientato in direzione cranio-caudale. Lo spazio epidurale circostante è un connettivo contenente il plesso venoso interno inglobato nel tessuto adiposo. Durante la flessione ed estensione della colonna vertebrale, il tessuto adiposo epidurale funge da superficie scorrevole e tampone protettivo per il midollo spinale.

La leptomeninge encefalica è composta dall’aracnoide, dalla pia madre e dallo spazio subaracnoideo. Quest’ultimo è ben sviluppato nelle aree tra le circonvoluzioni, mentre aracnoide e pia madre sono adese più strettamente fra loro e lo spazio subaracnoideo è notevolmente ridotto alla sommità delle circonvoluzioni cerebrali. Nelle parti laterale e dorsale del cervello lissencefalico, lo spazio subaracnoideo è ridotto a un’esile fessura capillare. Sulla base delle caratteristiche delle fibre connettivali il tessuto delle leptomeningi può essere suddiviso in tre compartimenti: piale, avventiziale attorno alle cisterne subaracnoidee e ai nervi cranici e trabecolare, che attraversa le cisterne e collega l’aracnoide ai due precedenti compartimenti. L’aracnoide propriamente detta non è vascolarizzata. Il compartimento avventiziale contiene le arterie e le vene cerebrali con i loro rami che raggiungono o provengono dall’encefalo. Sono assenti i microvasi. Il compartimento piale contiene invece capillari e venule postcapillari. Questo compartimento è quello più importante nella genesi delle risposte immunitarie e nelle reazioni infiammatorie. Gran parte delle fibre afferenti destinate alle leptomeningi encefaliche è localizzata a livello avventiziale. Funzionalmente queste fibre sono chemocettori, meccanocettori o nocicettori.

I tre compartimenti fin qui descritti a livello encefalico esistono anche a livello spinale dove lo spazio subaracnoideo circonda completamente il midollo spinale e termina dilatandosi a formare la cisterna lombare. I vasi sanguigni spinali che attraversano lo spazio subaracnoideo sono circondati dalla leptomeninge avventiziale, ma, in contrasto a quanto si verifica a livello cranico, i vasi più grandi come l’arteria spinale ventrale si trovano nel sotto compartimento piale.

Conoscere le modalità di vascolarizzazione e innervazione delle meningi è importante per comprendere una serie di condizioni cliniche conseguenti al verificarsi di traumi cranici quali la comparsa di ematomi nei diversi compartimenti meningei o l’assunzione di posizioni antalgiche in caso di meningite.

Prova a rispondere a queste domande:

  1. Il nervo ottico è rivestito dalle meningi?
  2. Il nervo trocleare è rivestito dalle meningi?
  3. Cos’è il seno sagittale superiore?
  4. Perché sono clinicamente importanti la cisterna cerebello-midollare e la cisterna lombare?
  5. Lo spazio subaracnoideo e le cisterne subaracnoidee possono essere osservate con tecniche di neuroimaging?

(le risposte sono al fondo della pagina)

Ricordati di consultare un libro o  cercare informazioni in rete se non conosci il significato di alcuni termini!

Risposte

1. Il nervo ottico è rivestito dalle meningi poiché in realtà non è un vero e proprio nervo ma un fascio di sostanza bianca che collega il diencefalo con la retina che fa parte anch’essa del SNC.

2. Il nervo trocleare, come tutti gli altri nervi cranici ad eccezione del nervo ottico, non è rivestito dalle meningi che si arrestano sul perimetro dei diversi fori di uscita dei nervi dalla cavità cranica.

3. Il seno sagittale superiore è uno dei seni della dura madre. Si trova sul piano mediano, alla base della falce cerebrale.

4. La cisterna cerebello-midollare (cisterna magna) e la cisterna lombare sono importanti dal punto di vista clinico perché tramite un ago (puntura della cisterna) è possibile accedere allo spazio subaracnoideo e prelevare il liquido cefalo rachidiano per esami di laboratorio, iniettare farmaci o un mezzo di contrasto per l’imaging.

5. Lo spazio subaracnoideo e le cisterne subaracnoidee possono essere osservate con l’MRI soprattutto utilizzando immagini pesate t2.

Lascia un commento