
Spazio subaracnoideo
Lo spazio subaracnoideo è uno spazio occupato dal liquido cefalo-rachidiano, compreso fra l’aracnoide e la pia madre. Per gran parte della sua estensione è poco evidente, ma si dilata in corrispondenza delle cisterne subaracnoidee. Negli animali di interesse veterinario le cisterne più sviluppate sono la cisterna cerebello-midollare (cisterna magna) e quella interpeduncolare. Nell’immagine di risonanza magnetica le zone occupate dal liquor appaiono di colore bianco. Se osservi attentamente vedrai l’accumulo di liquido cefalo-rachidiano all’interno di alcuni solchi superficiali degli emisferi cerebrali e del verme del cervelletto. I ventricoli encefalici sono altrettanto facilmente identificabili.

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Liquido cefalo-rachidiano
Imaging dell’encefalo e visualizzazione del liquor
L’imaging a MRI produce immagini che rispecchiano differenti proprietà fisiche, a seconda del tipo di sequenza utilizzata. Immagini di differenti grandezze fisiche hanno un differente contrasto. Le modalità di imaging più comuni e storicamente precedenti rispetto alle altre sono quattro: densità protonica, pesata t1, pesata t2 e pesata t2*. L’immagine che hai appena osservato è un immagine pesata t2 che fornisce un segnale elevato (colore bianco) per i fluidi (e quindi per il liquido cefalo-rachidiano) e i tessuti ricchi di acqua. In queste immagini la sostanza bianca appare più scura rispetto alla sostanza grigia, mentre si osserva l’opposto nelle immagini pesate t1.
Il liquido cefalo-rachidiano è per la maggior parte prodotto dai plessi corioidei dei ventricoli cerebrali. La rimanente parte è secreta dalle cellule ependimali dei ventricoli e dalle cellule dell’aracnoide. Un cane di taglia media (circa 15 kg) produce all’incirca 90 ml di liquor nell’arco delle 24 ore.
Il liquido cefalo-rachidiano prodotto nei ventricoli laterali fuoriesce passa nel terzo ventricolo attraverso il forame interventricolare e quindi, attraverso l’acquedotto mesencefalico, nel quarto ventricolo. Esiste una piccola quantità di liquido cefalo-rachidiano anche nel canale centrale del midollo spinale. Dal quarto ventricolo il fluido si riversa nello spazio subaracnoideo attraverso un foro mediano (di Magendie) e i due fori laterali (di Luschka) a livello del velo midollare posteriore. Non c’è comunicazione funzionale tra i ventricoli cerebrali e gli spazi subaracnoidei in nessuna regione tranne che dal quarto ventricolo.
L’assorbimento del liquido cerebrospinale è un doppio processo. È principalmente un drenaggio rapido attraverso i villi aracnoidei nei grandi seni durali, ma passa anche lentamente nei vasi linfatici del perinevrio di alcuni nervi cranici (oftalmico, ottico e vago) e nel letto capillare sanguigno del sistema nervoso centrale (SNC).
Nella circolazione del liquido-cefalo rachidiano si verificano due tipi di processi: un flusso di massa (circolazione) e un flusso pulsatile (movimento avanti e indietro). Nella teoria del flusso di massa, il liquo è prodotto dal plesso coroideo e assorbito dalle granulazioni aracnoidee. La forza, che fornisce il movimento dal sistema ventricolare alla granulazione aracnoidea e consente l’assorbimento è causata da un gradiente di pressione idrostatica tra il sito di formazione (pressione leggermente alta) e il sito di assorbimento (pressione leggermente bassa). Nella teoria del flusso pulsatile, il movimento del liquor è intermittente e risulta da pulsazioni legate al ciclo cardiaco nei capillari dei plessi coroidei e della porzione subaracnoidea delle arterie cerebrali. Durante la sistole cardiaca il sangue affluisce al SNC e il liquido cefalo-rachidiano fluisce dai ventricoli dell’encefalo anteriore all’acquedotto mesencefalico. Nella diastole il movimento avvien in direzione opposta. Poiché pochissima acqua contenuta nel liquor circola effettivamente attraverso lo spazio subaracnoideo, il flusso pulsatile, piuttosto che il flusso di massa, può essere misurato e dimostrato mediante tecniche particolari di MRI (MRI a contrasto di fase).

La figura mostra i rapporti tra flusso sanguigno e flusso del liquido cefalo-rachidiano. Il rapido e intenso aumento del flusso arterioso cerebrale [1] aumenta il volume cerebrale negli spazi subaracnoidei intracranici (grandi frecce rosse). In queste aree, la resistenza al flusso è bassa e poiché la viscosità del CSF è bassa, il liquor viene rapidamente spostato dal cranio verso il canale vertebrale [2] che può assorbire l’aumento di pressione per la presenza dello spazio extradurale. L’aumento della pressione intracranica è quindi limitato. Tuttavia, questa prima risposta del liquido cefalo-rachidiano è scarsa e deve essere integrata con un significativo deflusso venoso del sangue cerebrale [3]. A causa della viscosità del sangue, il contributo venoso è più lento ma consente una riduzione di volume notevole. Infine, la riduzione di pressione alla periferia del cervello induce un flusso intraventricolare del liquido cefalo-rachidiano, che fuoriesce dal quarto ventricolo e, attraverso l’acquedotto mesencefalico, passa nei ventricoli laterali determinando un piccolo spostamento interno all’encefalo (piccole frecce rosse). Dopo questa serie di eventi di flusso durante la sistole cardiaca, l’afflusso arterioso all’encefalo bilancia il deflusso venoso e il flusso del liquido cerebrospinale verso il midollo spinale si interrompe. Dopo questo breve momento di equilibrio pressorio, l’aspirazione venosa del cuore aumenta il deflusso venoso cerebrale, diminuisce la pressione intracranica e si inverte il flusso del liquido cefalo-rachidiano del midollo spinale per riempire nuovamente la cavità cranica e preparare il ciclo successivo.
Il flusso del liquido cefalo-rachidiano è molto importante per determinare una corretta pressione intracranica. Diverse patologie sono correlate a una riduzione del drenaggio del liquor, in primo luogo l’idrocefalia.
Osserva la figura e identifica le strutture indicate dai numeri
(le risposte sono al fondo della pagina)



Ricordati di consultare un libro o cercare informazioni in rete se non conosci il significato di alcuni termini!
Risposte
1. recesso olfattorio; 2. ventricolo laterale; 3. terzo ventricolo; 4. infundibolo; 5. recesso ipofisario; 6. acquedotto mesencefalico; 7. quarto ventricolo; 8. foro laterale del velo midollare posteriore; 9. canale centrale del midollo spinale

Ricordi del passato
Secondo Aristotele, l’anima o la mente umana aveva tre facoltà: fantasia, anamnesi e mnema. Nel tardo Medioevo, si accettò che questi tre poteri risiedessero nel sistema ventricolare. Aristotele localizzò la fantasia o immaginazione nei ventricoli laterali, l’anamnesi o cogitatio nel terzo ventricolo e il mnema o memoria nel quarto ventricolo. Per trattenere i pensieri, questi dovevano passare attraverso l’acquedotto mesencefalico e situarsi sulle pareti del quarto ventricolo.